lunedì 2 luglio 2018



E-NEWS GIUGNO
2/07/2018


DUEL

3 luglio - 11 ottobre 2018 

JOSE DÀVILA
NOT ALL THOSE WHO WANDER ARE LOST

Per il secondo appuntamento del ciclo Duel, ideato da Sergio Risaliti, il Museo Novecento ospita una selezione di opere di Jose Dávila, alla sua prima personale in una istituzione italiana. Nella mostra, a cura di Lorenzo Bruni, l’artista messicano duella con la collezione e gli spazi rinascimentali del museo attraverso un progetto che agisce sulla ricerca dell’equilibrio tra opposti e sul bisogno di una nuova consapevolezza nel recupero delle immagini del passato. Scopri di più>


PARADIGMA. IL TAVOLO DELL'ARCHITETTO

3 luglio - 6 settembre 2018

GIANLUCA PELUFFO & PARTNERS
NUOVE GENEALOGIE

Un focus sulla ricerca e sui progetti di Gianluca Peluffo & Partners è al centro del secondo appuntamento con Il Tavolo dell’Architetto, a cura di Laura Andreini. Il Masterplan del Monte Galala, la sua nuova Moschea e il Museo della Battaglia di El Alamein offrono una sintesi dell’attività che lo studio sta realizzando in Egitto. La mostra si sviluppa in un dialogo fra le foto di Ernesta Caviola, l’intervento artistico di Adriano Bocca e il modello in terracotta di Danilo Trogu con i disegni tecnici ed evocativi dei progetti. Scopri di più>


NOTTURNO EUROPEO. DESIDERIO E RIVOLUZIONE

Martedì 3 luglio, ore 21.00
FORTE DI BELVEDERE

MASSIMO RECALCATI. "VITA E MORTE DEL DESIDERIO"

Quale destino conosce il diritto al desiderio nel nostro tempo? È desiderio di vita o desiderio di morte? È questa la domanda di partenza da cui si dipanerà la lectio magistralis di Recalcati, che inaugura "Notturno europeo" nell'anno del cinquantenario del Sessantotto.
A seguire il concerto “Notturno Elettrico” a cura di Tempo Reale, con sonorizzazione dal vivo di alcuni filmati esclusivi girati durante la rivoluzione studentesca del 1968.
Ingresso libero fino a esaurimento posti.
Scopri di più>


GUEST

Venerdì 6 luglio, ore 18.00

OMAGGIO A MARIO CASTELNUOVO-TEDESCO

A 50 anni dalla scomparsa del compositore fiorentino Mario Castelnuovo-Tedesco, il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino e il Museo Novecento gli rendono omaggio con una maratona di diverse ore dedicata alle sue composizioni.
Ingresso libero fino a esaurimento posti. L’ingresso non prevede l’accesso al percorso museale
Scopri di più>



MUSEO NOVECENTO
www.museonovecento.it
Copyright © 2015 Museo Novecento, All rights reserved.
Resta aggiornato su tutte le iniziative e le ultime novità del Museo Novecento.

Our mailing address is:
Museo Novecento
Piazza Santa Maria Novella 10
Florence, 50123
Italy



unsubscribe from this list    update subscription preferences 

domenica 1 luglio 2018


NO  AL   RAZZISMO




                                        IL BLASFEMO

Matteo Salvini ha chiuso il comizio di Pontida con un giuramento e col rosario in mano, come aveva fatto in piazza Duomo a Milano, il 24 febbraio, quando a chiusura della campagna elettorale delle politiche giurò sul Vangelo "di essere fedele" al suo popolo. Aveva il rosario in mano anche il primo giugno di quest'anno quando è salito al Quirinale per il giuramento del governo giallo-verde.

RAFFAELLO-LA MADONNA DEL GRANDUCA-GALLERIA PALATINA FIRENZE 

La Madonna del Granduca è un dipinto a olio su tavola (84,4x55,9 cm) di Raffaello, databile al 1504 circa.
Non è nota la provenienza originaria del dipinto, eseguito probabilmente per una destinazione privata dal giovane Raffaello, giunto da poco a Firenze, verso il 1504. Fu acquistata alla fine del Settecento da Ferdinando III di Lorena, granduca di Toscana, su segnalazione del direttore delle Gallerie Fiorentine Tommaso Puccini. Nel 1799 è ricordata per la prima volta con certezza, quando Ferdinando, che era attaccatissimo all'opera tanto da portarla con sé anche in viaggio, se la fece spedire a Vienna, dove era riparato durante l'invasione napoleonica. L'opera ha assunto il suo nome proprio dalla predilezione che Ferdinando III aveva per essa.
Nel 1800 è ricordato un restauro di Vittorio Sampieri e dal 1815 fu sistemata a Palazzo Pitti nell'appartamento granducale, nella camera da letto, e poi in una delle sale affrescate da Pietro da Cortona, dove oggi si trova nella Galleria. Nel 1821 fu trasferita temporaneamente agli Uffizi, dove Luisa Seedler ebbe l'autorizzazione di copiarla. Nel 1830 è di nuovo a Pitti, prima nella camera dell'arciduchessa Maria Luisa, poi in quella della granduchessa Maria Antonia. Negli inventari successivi è ricordata nella Sala di Apollo, nella Sala dell'Educazione di Giove (dal 1829 al 1859) e infine nella Sala di Saturno dalla fine del XIX secolo, dove si trova tutt'oggi.
L'attribuzione a Raffaello non è mai stata messa in dubbio, anzi è una delle più famose Madonne dipinte dal pittore. Si è dibattuto però sull'autografia dello sfondo scuro, che gli studi più recenti sembrano attribuire a un ripensamento dell'artista, assieme ad alcune pennellate scure che modellano il velo e i capelli. Una radiografia ha infatti svelato un diverso fondale originario, con una finestra ad arco sul lato destro e, poco sotto, un gradino o un sedile che attraversava orizzontalmente tutto il dipinto.
Descrizione e stile
La Madonna è raffigurata in piedi, con la tradizionale veste rossa e il manto azzurro e sembra avanzare verso lo spettatore emergendo dal fondo scuro, con decisa ma dolce monumentalità. Tiene in braccio il Bambin Gesù come a mostrarlo allo spettatore, con un'intima e misurata interazione di gesti tra i due. Perfettamente bilanciati sono i rapporti tra i volumi e la disposizione dei protagonisti, con una lieve rotazione di Maria verso destra a cui corrisponde un gesto analogo e in senso opposto di Gesù. Lo sguardo del Bambino accentua i risvolti sentimentali e devozionali dell'opera, rivolgendosi intensamente verso lo spettatore, invitato così a compartecipare alla sublime corrispondenza amorosa tra madre e figlio.
Il dilatarsi dei pieno di luce e d'ombra, con effetti di avvolgimento atmosferico, dimostra l'influenza dello sfumato di Leonardo da Vinci, che Raffaello ebbe modo di apprezzare nei primissimi anni a Firenze. Altri riferimenti rimandano alle Madonne dei Della Robbia.
L'estrema dolcezza della scena compone un raro equilibrio tra il senso di manifestazione divina e la forte umanizzazione del soggetto.
Pompeo Batoni autoritratto-COLLEZIONE AUTORITRATTI GALLERIA UFFIZI FIRENZE

IO SON MORTO

SON FUGGITO DALLA GUERRA
E SON MORTO
SON FUGGITO DALLE MALATTIE 
E SON MORTO
SON FUGGITO DALLE INGIUSTIZIE
E SON MORTO
SON FUGGITO DALLA FAME
E SON MORTO
SON FUGGITO DALLA MISERIA
E SON MORTO
ERO PICCOLO ED INGENUO
E SON MORTO
SPERAVO IN UN MONDO ACCOGLIENTE
E SON MORTO
ERO TUTTO QUESTO CON TANTI SOGNI E SPERANZE…
E SON MORTO
ANCH’IO ERO UN ESSERE UMANO E NON UN BAMBOLOTTO
ABBIATE UN PO’ DI PIETA’ PER ME CHE NON VI DISTURBERO’ PIU’
PERCHE’…..
PERCHE’ SON MORTO
in memoria delle tante vittime dell'odio, dell'ingiustizia, della violenza e del razzismo......
g. m.